MENU
IMG_1446

“Il buono e il bello: innovazione e qualità nell’agroalimentare”

29 aprile 2015

Grande successo di pubblico per il primo incontro del ciclo “Le eccellenze del territorio” promosso dal DCE Urbino e il Montefeltro. Filo conduttore della mattinata, tenutasi nella suggestiva location dell’azienda La Cotta, dalla quale si domina il Montefeltro, è stata l’innovazione caratterizzata dalla qualità nel settore agroalimentare.IMG_1448

Al via i saluti di Daniele Grossi, sindaco Sassocorvaro, e di Michele Maiani, presidente dell’Unione Montana del Montefeltro, che hanno rimarcato l’importanza del territorio e il valore aggiunto dato al prodotto dalla sua provenienza. Il primo cittadino di Sassocorvaro ha sottolineato l’importanza di ripartire dal “saper fare” collegato alla terra e alle materie prime, mentre Maiani ha spiegato come, nonostante ci sia una difficoltà nell’attuazione delle politiche di sviluppo, è innegabile in loco la presenza di un diffuso “genio” imprenditoriale che, tramite intuizioni azzeccate, è riuscito a collegare prodotti di eccellenza a questo territorio.

Ultimo dei saluti istituzionali quello di Romina Pieratoni, presidente dell’Unione Montana dell’Alta Valle del Metauro e capofila del progetto. “È fondamentale fare rete tra tutti i soggetti collegati -ha detto Pierantoni- e in questo le istituzioni devono essere brave a fare da partner non rimanendo sorde alle richieste dei cittadini, mettendo a disposizione gli strumenti adeguati”. Tra questi strumenti per Romina Pierantoni va senza dubbio annoverato anche il Barco Ducale di Urbania, pensato dal DCE come un contenitore di esperienze contaminanti che possono portare nuova linfa e nuova idee da aggiungere al tessuto delle imprese della zona.

Dai saluti si è passati agli interventi tecnici, promossi da due enti come la Regione Marche con il Servizio Ambiente e Agricoltura e Assam Marche, che hanno messo sul tavolo gli strumenti promossi dalle istituzioni per chi si muove in questo settore. Andrea Bordoni della Regione Marche ha illustrato il nuovo PSR regionale 2014-2020, spiegando come al centro ci sia l’innovazione che anche in un ambito così legato alla tradizione deve portare verso un nuovo sviluppo. “L’Europa -ha spiegato Bordoni- ha messo al primo posto degli obiettivi dello sviluppo rurale innovazione e conoscenza, riconoscendone l’importanza stanziando 900 milioni di euro in 6 anni. È necessario oggi puntare a una riqualificazione del sistema di conoscenze, con start up imprese in rete tra loro e aggregazione di soggetti. Anche l’Europa, e con lei l’Italia e le Marche, con i suoi interventi vuole favorire in termini di priorità ed azioni le aree interne”. Ugo Testa di Assam Marche invece si è soffermato sulla ricerca e sull’innovazione nell’agroalimentare, illustrando ai presenti come ci sia una forte esigenza di ricerca e di sviluppo mutuati dal basso dove un ruolo fondamentale è svolto dalla rete e dai gruppi operativi con l’intento di unire tutti gli stakeholders nella direzione dell’innovazione. Testa ha anche esposto il caso dell’agricoltura di precisione che con il progetto Horizon2020 vedrà anche la nostra regione tra i partner. “Si punta diretti alla via dell’innovazione -ha detto Testa- come propellente per una nuova crescita. Innovazione tecnologica, innovazione di processo, innovazione di prodotto e innovazione sociale devono essere le diverse categorie da portare avanti assieme per avere un progetto vincente”.

Dai metodi e gli strumenti si è passati poi ai case histories di alcune aziende operanti sul territorio. Per primo Giancarlo Donini, padrone di casa e responsabile commerciale LaCotta ha raccontato la realtà di quello che è il primo birrificio agricolo in Italia: “C’è poco da dire -ha esordito Donini- basta girare lo sguardo: da qui si può osservare tutta la valle circostante e il territorio parla da solo, è questa la nostra grande ricchezza. Non sono soltanto le grandi aziende il valore aggiunto del made in Italy ma soprattuto le piccole attività produttive che creano valore e ricchezza partendo dalla tradizione e da quello che le circonda. La nostra birra è fatta con il 93% di materie prime coltivate da noi, sarebbe molto più semplice acquistare malto dall’estero che costa il 70% in meno, ma non rientra nella nostra filosofia. Non siamo un birrificio artigianale ma “agricolo”, quello che usiamo nei nostri prodotti nasce nei campi della nostra azienda agricola a due passi dallo stabilimento. Ora stiamo iniziando ad esportare questa qualità all’estero e il mercato ci sta dando ragione”.

È poi il turno di Emanuele Zannini, fondatore di Quinoa Marche, un’innovativa startup di cui abbiamo già parlato con un approfondimento. Zanini, ricercatore all’università irlandese di Cork ma marchigiano doc ha saputo coniugare gli studi da lui intrapresi sui vari tipi di cereali con quel piglio imprenditoriale che gli hanno portato l’intuizione vincente di sostituire la coltivazione della barbabietola da zucchero con la quinoa, cereale di origine andina richiestissimo sul mercato e che nessuno aveva pensato di coltivare in Italia. “L’idea nasce dalla ricerca fatta in Irlanda -racconta Zannini- ma ho avuto l’idea di portarla in Italia, a casa mia, rimboccandomi le maniche e cercando di trasferire sul territorio le mie conoscenze per riqualificare la coltivazione. La via dello sviluppo oggi passa per il ritorno alla campagna, esiste una possibilità per l’agricoltura di reinventarsi e fare reddito, staccandosi dalla tradizionale sonnolenza”.

Non soltanto competenze, mezzi e sviluppo: l’intervento di Nilvana Guerra dell’Oleificio Venturi Agape ha portato l’attenzione sull’importanza della passione che deve necessariamente animare ogni azione. Si può fare impresa e inseguire l’eccellenza anche senza badare ossessivamente ai conti e ai bilanci, ma anche inseguendo il profumo dell’olio.

“Bisognerebbe condividere con il mondo intero l’emozione che si prova nel frantoio nel periodo della lavorazione -dice sognante Nilvana Guerra-, venite a trovarci, troverete vicino al frantoio sempre una bruschetta calda. La testimonianza è la scelta migliore, non ci sono parole per descrivere quello che è il colore, il sapore o il profumo dell’olio, ottenuto a regola d’arte senza forzare sui tempi della natura per ottenere un prodotto che non sia studiato per il mercato ma inseguendo l’olio perfetto, quello che piaceva ai nostri nonni. Ho scelto di non fare impresa ma di fare cultura come obiettivo principale e come primo pubblico trovo sempre più spesso i giovani, che spesso capiscono meglio degli altri il valore dell’olio e della lavorazione classica”.

Il nome di Marco Carraro di Sacchia Art Farm è balzato alle cronache di recente, quando l’Huffington Post gli ha dedicato un articolo per raccontare la sua storia partita da Milano ed ora trapiantata a Borgo Pace. “Partito da Milano cercavo un altro mondo genuino e intatto -ricorda Carraro- e l’ho trovato qui nel Montefeltro. Veniamo da background differenti, la comunicazione e l’insegnamento, ma io e mia moglie cercavamo un posto dove mettere radici e quello che ci è sembrato più adatto è stato proprio nelle vostre colline. Oggi che tutti cercano di avvicinarsi a Milano per via dell’Expo noi siamo fuggiti, cercavamo spazio e terreno per un nuovo tipo di agricoltura ma anche per un nuovo tipo di pensiero. Oggi liberi da schemi lavoriamo a proposte concrete e di sperimentazione, non soltanto per noi ma per tutto il territorio. Vogliamo far emergere il legame agricoltura-territorio come strategia vincente anche nel turismo. Pensate cosa può essere il Montefeltro inserito in un itinerario tematico per sollecitare la curiosità dei visitatori: arte, cultura, natura, gastronomia. Qui c’è tutto il necessario”.

Emilio Spada del Caseificio Cau & Spada è un giovane che non ha paura a caricarsi sulle spalle non soltanto un’azienda e la sua gestione, ma anche una storia che rivendica con fierezza e che condivide con gli intervenuti: “Mio padre venne in queste terre dalla Sardegna con 218 pecore, l’intero gregge che gli lasciò in eredità mio nonno. Oggi abbiamo 1700 pecore e produciamo più di dodici tipo di prodotti derivanti dal latte ovino. I pastori sardi dagli anni ’70 in poi hanno fatto scuola: loro è stata l’invenzione della filiera corta, partendo dalla sapienza e dall’esperienza applicati a un nuovo territorio. Se oggi siamo forti nonostante la crisi è perché non abbiamo mai ceduto alla tentazione di esagerare, perché quando lavoriamo rispettiamo il tempo legato alla natura e se lo sviluppo avviene in maniera naturale il successo arriva. Dalle poche pecore di 40 anni fa oggi siamo un’azienda che crea business. La ricchezza in un territorio come questo è diffusa, ma serve guardarsi negli occhi con la consapevolezza di essere sul territorio. L’Expo non ci piace e non ci saremo, per noi l’expo si sviluppa nel lavoro di ogni giorno, non ci metteremo in mostra a Milano, se vogliono vederci che vengano qui”.

Dalla parte di Maurizio Gambini di Terra Bio gioca a favore l’esperienza di una delle primissime aziende a entrare in un mercato, quello del biologico, che oggi è sulla cresta dell’onda ma che un tempo era difficilmente accessibile e ancor più di nicchia. Il sindaco di Urbino alla luce degli anni passati sul campo può dare uno sguardo d’insieme allo “stato dell’arte“ delle coltivazioni bio nel Montefeltro: “Oggi sfruttiamo il 25% di questo settore che è in crescita e in fase di ampliamento come mai lo è stato nella storia. Cosa serve? Abbiamo bisogno di giovani con voglia di fare e con la voglia di mettere le mani nella terra: non si può non passare attraverso il lavoro, bisogna dire ai giovani che sono necessari il lavoro e anche la fatica connessa, ma così avremo un paese da lasciare ai nostri figli. Abbiamo nel Montefeltro la possibilità di avere tutte le produzioni richieste dal mercato, Terra Bio ha seguito queste idee, varcando tra i primi la soglia del biologico. Devo riconoscere che fare impresa da soli non è facile ma oggi ci si può affidare alla cooperazione, senza tabù di fare cose diverse e senza precludersi la strada dell’innovazione”.

Condividi
Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on Facebook0Pin on Pinterest0

Articoli correlati

I commenti sono chiusi.

« »